“Esposizione ricreativa a suoni forti come quello dall’uso di dispositivi audio personali ad alto volume e per periodi di tempo prolungati e la frequenza regolare a concerti, nightclub, bar ed eventi sportivi”.

Queste le cause principali  evidenziate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha completato un studio che ha portato alla conoscenza di dati oltremodo preoccupanti: entro il 2050 oltre 900 milioni di persone – o una persona su dieci – avranno una perdita dell’udito disabilitante.

L’udito, uno dei sensi  più importanti permette di comunicare, ascoltare della buona musica o conversare, è sempre più a rischio. 

Rumori assordanti in discoteca, cuffie collegate a smartphone o lettori mp3 che accompagnano i giovani dappertutto e per periodi di tempo prolungati, mettono sempre più a rischio l’apparato uditivo. 

Oggi quasi il 50 per cento delle persone di età compresa tra i 12 e i 35 anni sono a rischio dell’irreversibile perdita dell’udito proprio per l’eccessiva esposizione a suoni forti, compresa la musica ascoltata attraverso i moderni dispositivi audio, mentre oltre il 5 per cento della popolazione mondiale, ha perso l’uso dell’udito (432 milioni di adulti e 34 milioni di bambini), incidendo sulla loro qualità della vita.

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Giovanni Abruzzo
Giovanni Abruzzo, giornalista professionista, ha maturato un’esperienza ventennale in vari ambiti editoriali collaborando con testate scientifiche, di informazione e di cronaca. Da ‘Soprattutto’ a “Il Domenicale”, da Il Foglio di Giuliano Ferrara ai periodi Milanese del Gruppo E. Caltagirone, da condirettore del periodico Il Nord Milano a giornalista de “L’Eco di Milano”. La sua lunga esperienza in redazione lo ha visto impegnato sui diversi fronti specialistici dell’informazione, ma con una passione particolare per le notizie di salute e sanità. A completare il suo ricco quadro professionale e culturale vi è anche il delicato lavoro di revisione dei testi di numerosi libri editi da importanti editori italiani.

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