SANITADOMANI.COM – MILANO. Sono trascorsi 4 anni da quando il consiglio regionale della Lombardia ha varato la legge n. 13 del 2015 che innova le precedente legge regionale di riforma sanitaria.

E sono già circa 18 mesi che l’assessore al Welfare Giulio Gallera (con l’inimitabile e coinvolgente passione di un aedo greco) è impegnato con un ritmo impressionante a spiegare e a diffondere all’eterogeneo mondo sanitario la cultura della delibera che sancisce le “Nuove modalità di gestione ed attuazione del percorso di presa in carico del paziente cronico e/o fragile “.
L’assessore una e più volte, in questo lungo periodo, si è recato in tutti gli ospedali lombardi pubblici e privati, cliniche, poliambulatori, Rsa, case di riposo e, instancabile, si è confrontato, a tutti i livelli,  con i rappresentanti del mondo sanitario.

GALLERA VINCE
LA PRIMA TAPPA
Il suo obiettivo? Quello di ottenere la massima condivisione sul nuovo progetto di sanità lombarda da quanti quotidianamente devono garantire cure e assistenza ai cittadini.

L’assessore Gallera, laddove il passaparola ha ancora una sua valenza , ovvero le piccole province lombarde, con il suo straordinario impegno personale è riuscito a colmare il vuoto informativo lasciato dalla poco incisiva campagna di comunicazione sulla ‘Presa in carico del paziente cronico’, avviata dalla Giunta Maroni e conclusa con quella dell’attuale Presidente Attilio Fontana.

Nella metropoli, e non solo, purtroppo, in tanti ancora oggi, sia cittadini, sia operatori sanitari, dicono di non aver ricevuto messaggi o indicazioni chiare in merito. Ma l’ennesima scossa positiva l’ha data proprio in questi giorni ancora una volta l’assessore Gallera che, con un convegno sul tema, ha riacceso l’attenzione degli stakeholder della sanità.

CONFRONTO IMPORTANTE A PALAZZO LOMBARDIA

Nella sala Biagi di Palazzo Lombardia si sono riuniti ricercatori, docenti universitari, dirigenti medici, rappresentanti del Ministero della Salute e di altre Regioni, rappresentanti dei vari comparti sanitari: il prof. Silvio Garattini,

presidente Istituto di Ricerche Mario Negri; Gabriella Levato, Segretario Generale Regionale di FIMMG Lombardia; prof. Antonino Mazzone, Direttore dipartimento Area Medica ASST di Legnano, Cristina Giannattasio, Direttore dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Niguarda, Prof. Pierachille Pintus, Direttore pneumologia Ospedale Sacco di Milano, nonché autorevoli docenti universitari e il Direttore del del Centro Nazionale per la Telemedicina dell’Istituto Superiore di Sanità, Prof. Francesco Gabbrielli, per citarne solo alcuni.

C’è stato un dibattito importante e un confronto serio su cosa si è fatto e cosa si dovrà fare per migliorare.
L’assessore Gallera ha aperto i lavori dando la notizia che il sistema informatico della sanità lombarda nelle prossime settimane rappresenterà un’unica rete di comunicazione tra tutti i soggetti che operano nella sanità pubblica.

LA RETE INFORMATICA
SI APRE AGLI MMG
Oggi ad un medico di medicina generale, ovvero il cosiddetto medico di famiglia, non è possibile accedere al sistema di prenotazione di visite ed esami negli ospedali, come dai Cup di alcuni ospedali non è possibile accedere nel Cup del sistema centralizzato regionale.

Insomma barriere non solo tecniche, come sembrerebbe, ma che talvolta sono stati veri e propri muri che sino ad oggi apparivano ostacoli a quel processo culturale di innovazione voluta dalla riforma.

Il medico di famiglia, così come l’ospedale, lo specialista, i centro servizi, eccetera, appartengono non più a comparti separati dalla divisione oggettiva di competenze e responsabilità verso il paziente, ma tutti possono collaborare tra loro per interagire nell’aiuto ai pazienti, in particolare, nella loro pianificazione dei Piani Assistenziali Individuali (PAI).
Siamo tutti consapevoli della portata storica del nostro lavoro per continuare a garantire cure appropriate, gratuite e puntuali a tutti i nostri concittadini.

Questo nuovo modello organizzativo – ha detto Giulio Gallera – si rende necessario a seguito dell’evoluzione epidemiologica che ha coinvolto la nostra società. Le malattie croniche stanno aumentando: in parte per l’incremento dell’età media, ma anche per una crescente consapevolezza che ha portato ad un aumento delle diagnosi di malattia in fase precoce”.

“Il governo della cronicità – ha proseguito l’assessore regionale – richiede una forte integrazione nella rete dei servizi, il monitoraggio dell’aderenza terapeutica con evidenti vantaggi per la salute dei cittadini e la tenuta del sistema. Il nostro modello, che pone l’attenzione sulla persona e sui suoi bisogni, evita il sovrapporsi e le duplicazioni di visite e prestazioni attraverso la regia di un clinical manager che sappia individuare il percorso più efficace e adeguato per ogni paziente”.

Tags: , , , , , , , ,
Erode Farina
Erode Farina Giornalista specializzato nel campo della sanità in Italia ed Europa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi