1600 donne operate di cancro assistite per 2 anni…

A cura di Lucia Milano

Sanitadomani.comTUMORE AL SENO/MILANO. Si cercano 1.600 donne candidate a un intervento chirurgico per carcinoma infiltrante o in situ della mammella, pronte ad aderire a un programma di accompagnamento dopo la dimissione.
Le pazienti saranno seguite per almeno due anni durante tutti i trattamenti previsti nei loro piani di cura, per avere un riscontro misurabile sui risultati di salute nel tempo, sulla qualità e sulla sostenibilità dei servizi sanitari e assistenziali.

Progetto sperimentale
coordinato dallo IEO
Il progetto sanitario al quale ci si riferisce è lo studio sulla “Qualità della presa in carico e delle terapie per le pazienti con tumore della mammella avviato da cinque strutture lombarde d‘eccellenza (IRCCS Istituto Europeo di Oncologia, ASST Cremona, ASST Sette Laghi, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, IRCCS Policlinico san Matteo di Pavia), in collaborazione con Regione Lombardia.
Proprio la giunta regionale della Lombardia, presieduta da Attilio Fontana, ha supportato questo approccio innovativo, nato da un’idea del Prof. Paolo Veronesi e del suo staff dello IEO di Milano, favorendo la nascita di un gruppo che vede il coinvolgimento anche di aziende sanitarie pubbliche: ASST Cremona, ASST Sette Laghi, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, IRCCS Policlinico san Matteo di Pavia, e intende valorizzarlo anche attraverso la
Rete Oncologica Lombarda.

Seguite anche dopo
le dimissioni
Le pazienti verranno periodicamente contattate da una figura specializzata (un’infermiera, una psicologa o un case manager) che le accompagnerà nel periodo post intervento per valutare la qualità di vita, sia funzionale che psicologica, le eventuali complicanze, l’influenza delle cure sulla sfera lavorativa, sociale e famigliare, e inoltre le spese sostenute sia per visite, esami e farmaci, che per gli spostamenti necessari per accedere alle prestazioni sanitarie.
Questo set di dati preziosi e fino ad oggi mai analizzati in modo così esteso e ampio, verrà raccolto già al momento del pre-ricovero oltreché durante tutti i successivi accessi al centro di cura (ricovero e visite successive), mediante dei questionari da compilare a scadenze definite e contatti telefonici da parte di personale specializzato autorizzato.

Regione Lombardia
sostiene l’idea
L’evoluzione dal modello organizzativo delle reti di patologia al modello delle reti clinico-assistenziali e organizzative pone l’accento sull’integrazione dell’offerta tra l’ospedale e i servizi territoriali, al fine di coniugare continuità della presa in carico e sostenibilità del sistema.
L’ottica è proprio quella di un sistema sanitario improntato a principi di efficienza, efficacia, qualità, sicurezza e sostenibilità economica che oggi deve innanzitutto realizzare percorsi che consentano di gestire in modo più appropriato le fasi della malattia: quelle che richiedono il ricovero in centri di eccellenza ad alta complessità; quelle che necessitano, invece, del ricovero in strutture meno complesse, oppure gestite al domicilio del paziente in condivisione con il medico di famiglia, con conseguenti rilevanti vantaggi psicologici e pratici per la persona e ottimizzazione della spesa sanitaria.

 

 

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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