500 militari della Finanza sottoposti a screening sull’ipertensione

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com Milano: l’evento è stato trasmesso in diretta a 32 caserme italiane della GdF

Sanitadomani.com – MILANO. Uno screening su 550 individui come strumento di prevenzione e diagnosi nel campo dell’ipertensione arteriosa.
E’ il progetto che è stato organizzato dall’Università San Raffaele di Milano e l’Ospedale San Gerardo di Monza, con la preziosa collaborazione del Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia.
I risultati sono statti presentati nel corso del seminario “Prevenzione ipertensione arteriosa e malattia renale cronica“ nella Caserma del Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, in via Melchiorre Gioia, 5.
Ad aprire i lavori il Prof. Paolo Manunta, Direttore della Scuola di Specializzazione in Nefrologia dell’Università San Raffaele di Milano, e il dottor Rodolfo Rivera, della Divisione di Nefrologia dell’ASST– Monza.
“E’ stato uno studio della durata di 6 mesi – ha spiegato il dottor Rivera – su base volontaria.
A tutti i pazienti è stata fornita un cartella clinica, contenete i valori della pressione arteriosa, le eventuali segnalazioni ecografiche o alterazioni ematiche, utili per un successivo approfondimento presso il medico di base”.
Obiettivo primo dello screening è stato proprio sottolineare l‘importanza degli esami preventivi per la cura dell’ipertensione arteriosa “che può anche essere sintomo – ha ricordato il dottor Manunta – di tumore renale”.
In effetti, tra le alterazioni riscontrate, in tre casi dall’ecografia sono emerse sospette lesioni di tipo tumorale, e due di questi sono stati accertati da esami diagnostici di secondo livello.
“Vogliamo sottolineare l’importanza dell’ecografia nella prevenzione – ha detto la dottoressa Maria Teresa Sciarrone Alibandi della Divisione di Nefrologia dell’Ospedale San Raffaele – Il tumore al rene è guaribile tramite l’intervento chirurgico, se individuato in tempo.
Un simile screening, anche se individuasse un unico caso, farebbe comunque la differenza”.
In un quadro generale i dati emersi – come ha illustrato il dottor Marco Simonini – sono in linea con quelli noti.
Il 58% dei casi sono risultati nella norma, il 22% ipertesi che non sono mai stati curati per tale patologia, il 9% pazienti non sotto controllo medico e solo l’8% pazienti controllati.
Il seminario è stato trasmesso in diretta in altre 32 caserme della guardia di Finanza in tutta Italia, da Trento a Catanzaro, con la speranza futura di poter ripetere lo studio e allargare la platea dello screening.

Tags: , , , , , , ,
a cura della redazione
sanitadomani.com

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi