Belle anche con il cancro!

SANITADOMANI.COM – ESTETICA ONCOLOGICA. Ci sono notizie relative ad attività davvero utili ai cittadini di cui si parla poco o di cui addirittura non se ne sa nulla o, peggio, non se ne vuol sentir parlare.
Eccone una. Sappiate che vi è L’Associazione professionale di estetica oncologica (APEO) che è partita nel 2013 con la messa a punto dello “Spazio Benessere” che si trova all’interno dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), un vero e proprio centro di benessere dedicato ai pazienti dove operano estetiste specializzate.
Come nasce quest’idea?
Tutto è partito dall’esperienza personale di un medico e un’imprenditrice che hanno trovato il modo per poter aiutare persone a loro molto care che hanno dovuto affrontare questi problemi.
È nata così l’idea di aprire presso l’IEO, con l’appoggio del professor Umberto Veronesi, uno spazio benessere per i pazienti dell’Istituto.
In questo centro, con un team multidisciplinare di esperti, sono stati standardizzati i protocolli.
Dall’esperienza personale è infatti scattata l’esigenza di poter aiutare altre persone e trasmettere la possibilità di migliorare piccoli disturbi che però hanno un impatto importante sulla qualità della vita.
Come si diventa estetista APEO?
Innanzitutto bisogna avere il diploma di estetista, quindi si può accedere al corso di formazione di 120 ore composto di 6 seminari di 2-3 giorni tenuti da esperti professionisti e da alcuni oncologi dell’IEO.
Ogni seminario ha argomenti specifici: cosmetologia, radioterapia, chemioterapia.
Per accedere ai seminari successivi è necessario superare dei test.
È previsto un esame finale su tutte le nozioni apprese.
Al termine delle lezioni, superato l’esame finale, l’estetista consegue l’Attestato di competenza di Regione Lombardia (valido in tutta Italia e in tutta Europa) in “Benessere, Make-up e inestetismi da terapia” e la certificazione Cepas.
Questa certificazione richiede un aggiornamento annuale, per questo le estetiste APEO sono tenute a partecipare ad almeno un congresso scientifico e partecipando ai corsi online e in aula.
Cosa sono e come nascono i protocolli dell’Associazione
professionale di estetica oncologica (APEO)?
I protocolli sono stati messi a punto da un team multidisciplinare e sono direttive di trattamento da applicare in base alle lesioni cutanee.
Ogni lesione, in base al tipo di terapia oncologia e a una serie di altri fattori, prevede un percorso di trattamento standardizzato.
Ogni estetista APEO, ovunque in Italia, da Bari a Torino, applica  lo stesso protocollo.
Com’è presente l’associazione APEO a livello nazionale?
Come sono accolte queste figure professionali dai medici?
È una figura nuova.
Lo studio dimostra l’importanza di questa figura in un approccio terapeutico interdisciplinare.
Il medico più aperto vede l’utilità di questa risorsa che, va specificato, non è sanitaria.
La formazione dell’estetista APEO è fondamentale perché, acquisendo la competenza sulla tossicità delle varie terapie oncologiche, può dare, al medico disponibile, un aiuto nella gestione di piccoli problemi quotidiani della paziente.
È una sfida, ma è anche un auspicio formulato nello studio: l’inserimento di questi protocolli  nella terapia oncologica. I lettori che sono arrivati a leggere queste righe vuol dire che non appartengono alla categoria dei “sapientoni” alla quali basta leggere un titolo per spiegare agli altri tutto e il contrario di tutto.
Ad  integrazione dell’argomento di estetica oncologica facciamo seguire altri articoli di approfondimento, affinché chi è direttamente interessato, o accademicamente parli di questo argomento, ne sia adeguatamente documentato.

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Giulia P. Laudien
Giulia P. Laudien è una collega impegnata nel settore del Welfare a tempo pieno. Laureata in legge, non è una giornalista professionista, ma si dedica da tanto tempo alla passione pubblicistica del giornalismo con serietà e impegno. La sua peculiarità (che il nostro direttore ama) è la sua puntualità e caparbietà nell’osservare meticolosamente ogni cosa. Collaboratrice indispensabile per una redazione giornalistica che apprezza quanti scrivono in lingua italiana e che amano raccontare ai lettori cose belle e cose meno belle facendosi condividere per la precisione e la gradevolezza nella narrazione.

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