5 consigli contro lo stress da isolamento

5 consigli contro lo stress da isolamento

Sanitadomani.com MILANO. Ridurre i contatti e la socialità al minimo. Questa l’indicazione per contenere il contagio. Misure che hanno un impatto enorme sulla quotidianità. L’uomo è un essere abitudinario, e lo stravolgimento dei ritmi può essere stressante. Professionisti che invece di 8 ore in ufficio si ritrovano al computer di casa per lo smart working, oppure casalinghe abituate a amministrare le ore in autonomia che devono gestire i figli a casa senza preavviso.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Iannone, psicologo e psicoterapeuta, per capire come affrontare al meglio questo periodo, che per alcuni soggetti può apparire destabilizzante. Ecco i 5 consigli per affrontare al meglio la limitazione della socialità.

1 – CAPIRE CON PRECISIONE COSA E’ PERMESSO FARE
“Non capire come e se è possibile compiere un’azione necessaria, avere il timore di incorrere in sanzioni genera uno stato di confusione. Non è una buon idea però chiedere informazioni vaghe sui social; meglio chiamare una persona di fiducia che sappiamo essere ben informato. Piuttosto, rivolgersi alle autorità competenti per avere le corrette informazioni per il proprio caso personale

2 – DARE STRUTTURA ALLE GIORNATE
“Rispettate i ritmi naturali e le abitudini personali. Evitate di fare le ore piccole per alzarsi tardi al mattino. Se si lavora da casa, meglio tenere la sveglia alla stessa ora e prepararsi come di consueto. Fare la consueta pausa a metà mattina, magari con un caffè casalingo e chiamando un collega. Individuate momenti di relax e poi concentratevi di nuovo. Rispettare gli orari del pranzo. Faciliterà la produttiva, professionale e personale”

3 – LEGGERE SOLO DATI UFFICIALI DA FONTI CERTE
“Fare attenzione sempre alla fonte da cui arriva la notizie: le informazioni false o errate corrono veloci. Cautela anche coi numeri: le news si rincorrono e i dati vengono aggiornati continuamente. L’aumento dell’isolamento inoltre spinge a navigare in rete: si rischia di imbattersi in dati errati, oppure di alimentare la preoccupazione cercando sintomi della malattia. Meglio seguire solo canali ufficiali”

4 – CIRCONDARSI DI PERSONE SERENE ANCHE VIRTUALMENTE.
“Non ci si contagia solo fisicamente: anche l’umore e la paura sono trasmissibili. E se il panico del singolo passa, la psicosi di massa si auto alimenta. L’ideale è rapportarsi con persone serene. Un consiglio che vale anche nella scelta delle compagnie virtuali. Una buona idea è abbandonare almeno temporaneamente tutti i gruppi social in cui la questione viene discussa con toni allarmistici e preoccupanti”

5 – PIU’ TELEFONATE MENO MESSAGGI
“La chiamata telefonica è una comunicazione sincronica, ovvero si svolge nello stesso istante per entrambe le parti. Mentre ai messaggi si risponde in un secondo momento, oppure si viene interrotti e cambia l’emotività, la telefonata obbliga a tenere la concentrazione sull’interlocutore. E’ un modo per interessarsi dell’altro in maniera più diretta e stargli più vicino.
“A questo proposito – conclude lo psicologo – io vedo una nota positiva in questa situazione: le persone si guardano di più negli occhi. C’è più tempo e più occasione per interrogarsi su come ci si sente, sia per sé che per gli altri. Ci siamo accorti di essere fragili, e di aver bisogno del contatto l’uno dell’altro”

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