Dentisti, attenti ai diabetici e… viceversa!

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com – MILANOParodontopatia e diabete, due patologie che, purtroppo, possono insorgere nello stesso paziente.
I dati arrivano dalla Società italiana di Parodontologia e Implantologia: otto milioni di italiani soffrono della malattia che comporta la perdita di osso intorno alla radice dei denti, e chi soffre di diabete corre un rischio tre volte maggiore di svilupparla.
Non solo: questa patologia dentaria, se non curata adeguatamente, aumenta il rischio di sviluppare il diabete. La parodontopatia è la seconda causa di infiammazione cronica sistemica (dopo l’obesità), una condizione che influenza l’insorgenza e il decorso del diabete; è stata infatti riscontrata una relazione diretta tra la gravità della parodontopatia e il peggioramento del controllo glicemico. Proviamo ad immaginare quali rischi corra un paziente diabetico, o meno, che finisce sotto le mani di un falso dentista.
Abbiamo chiesto maggiori chiarimenti pratici all’affermato medico dentista dott. Edoardo Pozzi, di Seregno,(nella foto a fianco della piccola paziente) il quale sottolinea che “Nella sindrome diabetica il paziente va incontro a sofferenza a causa di un ispessimento della membrana basale dei capillari con conseguente modificazione della nutrizione dei tessuti e della diffusione di ossigeno. Va detto – aggiunge il dott. Pozzi – che non solo il parodonto può subire danni nel diabete, possono essere presenti altre patologie come xerostomia, carie dentarie più facilmente riscontrabili causa anche dell’abbassamento del PH salivare, stomatiti polimicrobiche e particolare facilità di infezioni da candida”.

Al dott Edoardo Pozzi, che negli anni ha conseguito anche un dottorato in parodontologia sperimentale presso Università Bicocca di Milano, chiediamo anche come è meglio intervenire in presenza di un paziente con questa patologia.
“Alla base del trattamento oltre ad una accurata igiene orale domiciliare, l’importante è un assiduo e continuo follow-up con controlli professionali ogni 4/5 mesi consistenti in verifica ed eventuale eliminazione della presenza di tartaro.
Misurazione e trattamento di tasche parodontali (se presenti), scalling radicolare e levigatura radicolare con successiva laser terapia allo scopo di biostimolare e sterilizzare le tasche.
Trattamento delle lesioni cariose onde evitare l’aggravarsi delle medesime. Tutto questo è consigliabile effettuarlo previa copertura antibiotica.
Lo scopo principe del trattamento della parodontopatia diabetica – spiega inoltre il medico – è quello di essere il più conservativo possibile cercando di rallentare l’evoluzione della patologia”.

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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