Diabete, ci uccide silenziosamente

Diabete, ci uccide silenziosamente

In tema di sanità, la vera sfida oggi è la cura del paziente affetto da patologie croniche, al di là della risposta medico/ospedaliera all’episodio urgente o acuto.

In quest’ottica si inserisce la presa in carico dei pazienti diabetici, che in Lombardia raggiungono le 550mila unità. Il tema è stato approfondito nel roadshow diabetologia “diabete mellito e complicanze cardiovascolari”, organizzato da Motore Sanità, con l’intervento di alcuni fra i più noti esperti in materia: Enzo Bonora, direttore UOC Endocriologia, diabetologia e malattie del metabolismo a Verona, Stefano Genovese, responsabile unità clinica e ricerca di diabetologia, endocrinoligia e malattie mataboliche presso il centro cardiologico Monzino, Giacomo Bruno, di departement of drug sciences dell’Università di Pavia. Non è mancata la presenza dell’Assessore al welfare Regione Lombardia Giulio Gallera che ha introdotto, coadiuvato poi dall’intervento del dirigente unità organizzativa programmaziione Polo Ospedaliero Maurizio Bersani, l’importanza del modello di presa in carico che sta mettendo in atto Regione Lombardia, che sarà realtà dal prossimo gennaio grazie all’approvazione della delibera del 3 dicembre scorso, che ha visto l’accordo con l’ordine dei medici.

Oltre all’aspetto medico, infatti, è stata affrontata anche la questione organizzativa. Il piano nazionale sulla cronicità è una necessità, dato che un terzo della popolazione soffre di patologie croniche, per arrivare per esempio all’istituzione di una banca dati, che permette di risalire al numero dei ricoveri, ai tipi di farmaci usati e alla posologia di ogni paziente, elementi che permettono di creare un piano assistenziale individuale.

Il Pai è uno strumento che ha come obiettivo primario il miglioramento della qualità di vita del paziente, oltre a una migliore programmazione delle strutture e a una più efficiente distribuzione della spesa. Quando si tratta di sanità, non è pensabile gestire i conti semplicemente effettuando dei tagli, ma coinvolgendo gli operatori e le strutture nella responsabilizzazione della gestione del paziente somministrandole le cure in maniera puntuale e necessaria.

Da sottolineare che i farmaci incidono sulla parte economica solo per l’11%, mentre i ricoveri e gli interventi hanno il peso maggiore. Un diabetico su quattro ha almeno un ricovero all’anno, con degenza del 20% superiore a quella degli altri pazienti.

Il Pai, con il ricorso a una rete di specialisti che collaborano in sinergie, permette anche si superare altre difficoltà, legate per esempio all’attività del medico generico. A lui spetta il compito di diagnosticare il paziente, ma allo stesso tempo si trova a scontrarsi con del limiti, come l’impossibilità di prescrivere alcuni generi di farmaci, per i quali è assolutamente necessario l’intervento dello specialista.

Anche al paziente spetta la sua parte di impegno, deve essere protagonista attivo; per questo, uno degli obiettivi da raggiungere è il monitoraggio dell’aderenza alle cure.

 

 

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