Espianto d’organi con silenzio assenso

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com Roma. Per essere un donatore di organi non sarà più necessario aver ufficialmente espresso il proprio consenso, al contrario dovrà essere esplicita la contrarietà. L’applicazione del principio del silenzio-assenso nei trapianti è deciso. Oggi in Italia se la persona nella quale sono cessate le funzioni cerebrali (condizione per il trapianto) non ha dichiarato esplicitamente il consenso alla donazione degli organi, si chiede alla famiglia la non opposizione; ma per i familiari è una decisione difficile da prendere e in circa il 30% dei casi c’è un rifiuto. Con il silenzio-assenso nessuno si può opporre.

Si tratta di un passaggio fondamentale per l’applicazione della legge sulla donazione di organi approvata vent’anni fa, ma rimasta lettera morta –  spiegano dal Ministero della Salute – In un anno abbiamo sbloccato un provvedimento fermo da decenni. È una legge che permetterà di salvare molte vite, ma bisogna che i cittadini siano adeguatamente informati”.

Per rendere questa novità operativa mancano altri due step: il primo è un’Anagrafe Nazionale degli Assistiti,  un sistema informativo in capo alle Asl che dovrebbe essere realtà in poche settimane. Il secondo è un sistema di notifica che dovrà avvertire tutti gli assistiti dell’entrata in vigore della norma in modo tale che chiunque voglia farlo possa esprimersi riguardo alla donazione.

Tra le novità, il decreto ministeriale contiene anche disposizioni relative al Registro nazionale dei donatori di cellule per procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. 

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