Estetica ad hoc riduce lo stress delle terapie

Estetica ad hoc riduce lo stress delle terapie

SANITADOMANI.COM  – ONCOLOGIA ESTETICA. I capelli che cadono non sono l’unico problema di chi ha il cancro e deve affrontare la chemioterapia o altre terapie oncologiche.
Gli effetti collaterali dei farmaci, infatti, intaccano anche
la pelle, che si screpola, si arrossa, brucia, crea prurito e le unghie di mani e piedi, sfaldate, spezzate o che si infiammano in modo insopportabile. Insomma una serie di problemi che si aggiungono all’ansia per il decorso della malattia e innalzano in modo esponenziale il livello di stress della
paziente.
Ne parliamo con la dottoressa Carolina Ambra Redaelli, medico e presidente dell’Associazione professionale di estetica oncologica (APEO), che è anche tra gli autori di un recente studio che ha fatto il punto sull’efficacia a livello fisico e psicologico di interventi estetici mirati.
APEO si trova all’interno dello Spazio Benessere dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, un vero e proprio centro di benessere dedicato ai pazienti dove operano estetiste specializzate.
“Lo studio conferma l’esperienza di tre anni di lavoro su persone in terapia oncologica.
Il risultato più importante è la riduzione dello stress e del senso di frustrazione che va di pari passo con il
miglioramento dei problemi alla pelle.
Abbiamo visto ad esempio un risultato eclatante con il detergente: potersi lavare il viso senza sentire bruciori, pizzicori e pruriti costanti è stato
assolutamente importante per queste donne.
Come ha registrato l’indice SRQoL (Skin-related Quality of Life), più si riduceva il sintomo della pelle o delle unghie e più migliorava il benessere
della paziente inteso come riduzione di frustrazione e stress, in un rapporto più sereno con gli altri.
Le mani e le unghie non solo si vedono, ma servono per toccare le cose e le persone: afferrare oggetti senza sentire dolore o abbracciare le persone senza paura di graffiarle sono realtà quotidiane che hanno un grande impatto nello stato d’animo.
Migliorare lo stato dei piedi e delle unghie, significa poter mettere le scarpe e uscire, vivere…”.

Allo studio hanno partecipato 170 donne in terapia per il cancro al seno e con reazioni
cutanee avverse di grado I.
Perché?
“Le lesioni da terapia oncologica, per ogni tessuto, variano da 0 a 4.
Al primo livello ci sono i primi sintomi di sofferenza.
L’obiettivo dello studio era di togliere il sintomo, cioè ridurre il grado 1, che si caratterizza per secchezza senza lesione e non è di competenza medica.
Lo studio quindi dimostra che l’adesione del paziente al trattamento estetico appropriato, prevenendo le lesioni e mantenendo il buono stato dei tessuti, prima e dopo e durante il trattamento, migliora la qualità della vita ed evita che le lesioni peggiorino e diventino di competenza infermieristica o medica.
A questo livello di lesione, le unghie possono andare incontro a onicosi, cioè si distaccano dal letto ungueale, compromettendo la possibilità di indossare le calze, se interessa i piedi, o di afferrare oggetti, nel caso delle mani.
Ci possono essere infiammazioni intorno all’unghia (perionichia) con rossore gonfiore e dolore.
L’unghia fragile può rialzarsi e frantumarsi, sdoppiarsi (onicoschizia).
In altri casi, le terapie oncologiche possono causare un ispessimento e conseguente fessurazioni, ragadi dell’unghia.
Queste condizioni, se non sono trattate, possono evolvere verso forme più gravi, come i granulomi, che sono di competenza medica.
Il trattamento estetico toglie i sintomi e la progressione del disturbo delle unghie, oltre a permettere lo svolgimento di attività quotidiane come vestirsi e indossare le scarpe.
Le lesioni della pelle possono interessare mani e piedi.
Alcuni farmaci causano eritema (rossore) ed edema (gonfiore) soprattutto a livello di palmo delle mani e pianta dei piedi.

Sul corpo e sulla cute di piedi e mani si possono notare ispessimento e secchezza (xerosi), prurito e pizzicore.
Sul viso può manifestarsi il rush, cioè un’infiammazione simile all’acne, ma molto dolorosa.
Il trattamento APEO agisce proprio al primo livello per togliere
sintomi che non sono tali da richiedere l’intervento sanitario, ma se trattati adeguatamente non peggiorano, anzi migliorano e con loro, come dimostra lo studio, ne beneficia anche la qualità della vita delle persone in terapia”.

Questo studio dimostra che il miglioramento della qualità della vita nei pazienti con patologia oncologica è possibile anche grazie a trattamenti estetici fatti da personale formato che usa prodotti formulati in base agli effetti causati dalle terapie per il cancro.
Non è dato nuovo nel mondo scientifico.
Qual è la novità?
“L’approccio scientifico sicuramente. Esistono da oltre vent’anni dati sul benessere psicologico forniti da gruppi di volontari che offrono, nei reparti oncologici, un supporto con consigli su come truccarsi, mettere la parrucca o scegliere il turbante per superare il problema della caduta dei
capelli.
La novità è nell’inserire una figura professionale in grado di capire il momento terapeutico ed è in grado di agire sul sintomo, senza nuocere.
Comprende il momento terapeutico, cioè che tossicità aspettarsi in base al tipo di radioterapia che la persona sta facendo, che farmaco sta prendendo, e di agire senza causare problemi, è un fatto nuovo.
L’estetista APEO ha la professionalità per capire se la problematica che ha davanti è di competenza medico-infermieristica o se può trattarla per migliorare il sintomo. In questo senso non c’era nulla in letteratura”.

Il prossimo step?
“Lo dicono le stesse conclusioni dello studio: fare altri studi randomizzati per confermare nei dati quello che vediamo nell’esperienza di ogni giorno”.

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