Infermieri, riconoscimento delle professionalità

Infermieri, riconoscimento delle professionalità

Sanitadomani.com MILANO. Per gli infermieri arriva il riconoscimento delle professionalità. La Conferenza dei Presidenti delle Regioni ha firmato l’atto per il riconoscimento delle “competenze avanzate” per i professionisti del settore sanitario,  primo passo verso le specializzazioni. Un documento messo a punto da un gruppo di lavoro interregionale a cui hanno partecipato Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte,Campania. In questo modo le indicazioni per le aziende sanitarie sono omogenee per tutto il territorio.Molti i momenti di confronto, per arrivare a fare chiarezza tra esperto e specialista e dare una base comune alle aziende per una corretta applicazione del contratto. Sono previsti tre livelli di esperienza professionale:
Livello base: professionista sanitario neo-inserito in una specifica area;
Livello 1: professionista che abbia conseguito esperienza professionale in una particolare area, anche attraverso formazione specifica;
Livello 2: oltre al livello precedente, professionista che ha acquisito competenze avanzate con percorsi formativi complementari regionali, oppure professionista che già opera in contesti che richiedono competenze avanzate e che ha frequentato percorsi equivalenti a quelli complementare regionale; oppure chi è in possesso del master di 1° livello.
Franco Vallicella, componente esperto del Comitato centrale Fnopi, la Federazione delle professioni infermieristiche, spiega gli aspetti positivi: “Si fornisce una base di riferimento unica a tutte le regioni sulla metodologia per l’applicazione del contratto che nella parte più’ “evoluta” rimane ancora totalmente inapplicato. Inoltre, si da’ la possibilità di riconoscere pratiche “avanzate di esperto” già  in essere, e questo significa – per i colleghi – la possibilità di un riconoscimento della responsabilità quotidianamente esercitata e supplementare rispetto a quanto richiesto all’infermiere privo di queste competenze”. “Un percorso – aggiunge Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi – che stiamo portando avanti da tempo perché siano riconosciute per gli infermieri vere e proprie specializzazioni. Ora le Regioni hanno fatto il primo passo verso il riconoscimento di un modello che giudicano necessario allo sviluppo ottimale dell’assistenza sul territorio”.

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