La Cina riapre alla zootecnia italiana

La Cina riapre alla zootecnia italiana

Sanitadomani.com  E’ stata riaperta dalla prima decade di luglio l’opportunità di esportare seme bovino e bufalino dall’Italia verso la Cina.
Lo ha reso noto il Ministero della Salute.
L’amministrazione generale delle Dogane cinesi ha, infatti, pubblicato l’elenco delle ditte italiane autorizzate al commercio, bloccate nel 2011 per via del bando cinese che pesava sui Paesi Europei a causa del virus Schmallenberg.
L’Italia vanta in questo ambito un successo del tutto personale, essendo uno dei pochi Paesi dell’Unione che è riuscito ad ottenere questo risultato fondamentale per uno dei settori più importanti della zootecnia nazionale.
Il traguardo arriva, infatti, dopo anni di faticose e ininterrotte negoziazioni con le autorità cinesi competenti. Trattative portate avanti dalla Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario con l’indispensabile supporto dell’Ambasciata italiana a Pechino.
Dopo la rimozione del bando per il virus di Schamellenberg a dicembre 2017, in occasione del Comitato intergovernativo, la svolta decisiva per la riapertura delle esportazioni è stata registrata con la firma dell’accordo da parte del ministro della Salute, Giulia Grillo, nel corso della visita di Stato del Presidente cinese Xi Jinping a marzo 2019.
La zootecnia italiana, in particolar modo il settore della fecondazione artificiale, da anni in sofferenza, torna dunque ad esprimere la propria eccellenza e le propria competitività, ritrovando il suo spazio nei contesti internazionali più importanti.

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