La giornata mondiale del cervello: dagli Usa nuove ricerche sul Parkinson

La giornata mondiale del cervello: dagli Usa nuove ricerche sul Parkinson

Sanitadomani.com – RICERCA: E’ dedicata al morbo di Parkinson, la giornata mondiale del Cervello dell’anno 2020. L’iniziativa, in calendario il 22 luglio, è creata dalla Federazione mondiale di Neurologia, insieme all’International Parkinson and Movement Disorder Society. Un modo per aumentare la consapevolezza su questa malattia neurodegenerativa, che colpisce più di sette milioni di persone nel mondo, la secondo malattia degenerativa dopo l’Alzheimer. In Italia, la stima dei malati di Parkinson è di 230mila persone.

Il numero maggiore di casi si registra fra la popolazione anziana, ma è possibile che compaia anche in età giovanile. Ad oggi non esistono trattamenti o farmaci in grado di debellare il morbo, ma cure che ne tengano sotto controllo i sintomi. Un modo per donare ai pazienti una vita il più possibile normale, mentre la ricerca scientifica prosegue il suo percorso di scoperta.

Una buona notizia è arrivata dalla California. Un team dell’università di San Diego ha ottenuto stupefacenti risultati su alcuni topi che avevano sviluppato il morbo di Parkinson. La malattia provoca la morte dei neuroni che producono la dopamina, un neurotrasmettitore. Gli studiosi americani sono riusciti a convertire gli astrociti – un tipo di cellule del tessuto di sostegno neuronale – in neuroni che producono dopamina. I sintomi del Parkinson, come tremori o rigidità, sono spariti dai topi.

Gli scienziati stessi sono sorpresi dalla relativa facilità con cui hanno ottenuto un gran numero di nuovi neuroni. Questi ultimi hanno anche instaurato connessioni con il cervello.  Certo una eventuale sperimentazione clinica è ancora lontana, ma è una scoperta che può dire di più su questa malattia.

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