Sanitadomani.com – Milano. Ogni giorno 68 bimbi nascono con malformazioni. Un dato allarmante se si pensa che ogni anno in Italia sono venticinquemila le mamme che danno alla luce un bimbo con dei problemi fisici congeniti.
Difetti congeniti che nel 25% dei casi sono responsabili di mortalità neonatale e nel 45 per cento della mortalità perinatale e rappresentano la più importante causa di morte nel primo anno di vita.
Una notizia che non deve far accrescere la comprensibile ansia della mamme in dolce attesa.
Infatti dalla Società Italiana di Neonatologia chiariscono che il rischio di malformazioni può essere ulteriormente ridotto, spiegando che “nel periodo preconcezionale il buono stato di salute della donna, il suo stile di vita, la sua alimentazione, il suo apporto di vitamine essenziali influenzano il successo del concepimento e la normalità dello sviluppo embrionale: durante le prime settimane (prima ancora che la donna realizzi di essere incinta) si formano i vari organi e si costruiscono le basi per il benessere del futuro bambino”.
“Per riportare davvero il neonato al centro del futuro e delle politiche sociali dobbiamo offrire a tutti i bambini che nascono uguali possibilità di salute e benessere, intervenendo con un’azione culturale capillare che incida prima di tutto sull’informazione dei futuri genitori – afferma il Presidente della SIN dott.  Fabio Mosca, sottolineando – La prevenzione preconcezionale, che certo non si limita alla prescrizione di acido folico, ma comprende la rimozione di tutti i fattori di rischio fino ad oggi noti, infatti, è la sfida principale da affrontare nei prossimi anni, perché è in grado di diminuire non solo i difetti congeniti, ma anche alcune malattie dell’infanzia e dell’età adulta che hanno origine prenatale.
Questi dati che intendono richiamare una maggiore attenzione delle coppie in merito ai corretti stili di vita,  sono stati resi noti dalla Società Italiana di Neonatologia, nel corso della Giornata Mondiale dei Difetti congeniti, il World Birth Defect Day, la cui ricorrenza è stata il giorno 3 marzo scorso.
“Si tratta di anomalie di forma o struttura di un organo (malformazioni) o funzionali (sordità, malattie metaboliche, ecc.), determinate prima della nascita –  aggiunge Fabio Mosca – Sono difetti molto eterogenei, sia per tipo di organo colpito, sia per gravità ed eziopatogenesi, con una prevalenza intorno al 2-3 per cento riferita ai soli difetti strutturali evidenti entro la prima settimana di vita”.
Le cardiopatie nel loro insieme hanno una frequenza dell’1%, l’ipospadia (malformazione dell’apparto urogenitale) del 3 per mille, la sindrome Down dell’1,5–2 per mille, le labio-palatoschisi (labbro leporino) dell’1,5 per mille, i difetti del tubo neurale dell’1 per mille. (Proponiamo un bel filmato sull’evoluzione della vita sin dallo stato embrionale, a cura di retourduchrist).

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Giovanni Abruzzo
Giovanni Abruzzo, giornalista professionista, ha maturato un’esperienza ventennale in vari ambiti editoriali collaborando con testate scientifiche, di informazione e di cronaca. Da ‘Soprattutto’ a “Il Domenicale”, da Il Foglio di Giuliano Ferrara ai periodi Milanese del Gruppo E. Caltagirone, da condirettore del periodico Il Nord Milano a giornalista de “L’Eco di Milano”. La sua lunga esperienza in redazione lo ha visto impegnato sui diversi fronti specialistici dell’informazione, ma con una passione particolare per le notizie di salute e sanità. A completare il suo ricco quadro professionale e culturale vi è anche il delicato lavoro di revisione dei testi di numerosi libri editi da importanti editori italiani.

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