Una drammatica “sequenza di eventi che non ha carattere epidemico, ma si configura come una successione di casi sporadici non correlati fra loro né dal punto di vista clinico né da quello epidemiologico”.
Sono queste le conclusioni sottoscritte dalla Commissione di verifica regionale istituita dal direttore generale dell’ATS di Brescia, su mandato della Regione Lombardia per fare luce sui decessi avvenuti a inizio anno nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale dei Bambini dell’ASST Spedali Civili di Brescia.
“In particolare, la Commissione ha evidenziato che ogni qualvolta i neonati prematuri hanno presentato segni o sintomi suggestivi di mutamento del quadro clinico – hanno detto i commissari – sono state adottate scelte diagnostiche e terapeutiche appropriate e tempestive”.
L’esame delle procedure ha sancito la “consolidata attitudine al monitoraggio degli indicatori correlato alle pratiche igienico assistenziali”.
I commissari hanno poi sottolineato che “di tutti i decessi infantili nel primo anno di vita, il 75% delle morti avviene in epoca neonatale prevalentemente a causa di prematurità e anomalie congenite”.
Le analisi degli esperti sono state altresì contestualizzate in un quadro statistico internazionale, la cui letteratura evidenzia l’alto tasso di mortalità per i nati prematuri sotto la 27 esima settimana.
Come si ricorderà il 7 gennaio scorso, con non poca preoccupazione e allarme mediatico, nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale all’Ospedale dei Bambini di Brescia, nel giro di pochi giorni, si registrò la morte di tre neonati. Immediatamente la Regione Lombardia ha istituito una commissione di esperti che hanno esaminato i casi al fine di verificare il rischio dell’esistenza di un’epidemia che potesse causare altre disgrazie.
La commissione che ha fugato ogni dubbio sia sull’esistenza di un pericolo aggiuntivo al rischio insito per i nati prematuri sotto la 27esima settimana, sia in merito all’operato dei medici e infermieri del reparto.
Nel gruppo di esperti medici hanno fatto parte:  AnnaMaria Indelicato, direttore socio sanitario dell’ATS di Brescia; Pietro Barbieri, risk manager ASST Grande Ospedale Metropolitano ‘Niguarda’ Milano;  Domenico Castaldo, direttore UOC Medicina Legale ASST Ovest Milanese;  Claudio Francesco Farina, direttore UOC Microbiologia e Virologia ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo;  Giovanna Mangili, direttore Patologia Neonatale ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo e dal dott. Paolo Viganò, direttore UOC Malattie Infettive ASST Ovest Milanese.

 

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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