Niguarda, transcatetere cardiaco su 2 neonati

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com Milano. Procedura mini-invasiva per anomalia cardiaca su neonati prematuri.
E’ la prima volta in Italia, ed è accaduto all’Ospedale Niguarda di Milano.
La tecnica, che utilizza un trans-catetere, ha permesso di intervenire sul dotto di Botallo pervio, ovvero il dotto arterioso rimasto aperto.
Gli interventi sono stati due, su prematuri di un mese di età con peso inferiore ai 2 kg, nati da gravidanze sotto le 30 settimane di gestazione.
Gli interventi sono stati condotti dagli specialisti di Niguarda sotto la supervisione del Professor Alain Fraisse, cardiologo pediatrico del Royal Brompton Hospital di Londra, che ha supervisionato l’attività dei colleghi italiani.
Il team multidisciplinare ha utilizzato un catetere sottilissimo, del diametro di uno spaghetto, che inserito dalla vena femorale sulla gamba ha raggiunto l’arteria polmonare e quindi- attraverso il dotto- l’aorta.
Poi è stato rilasciato un dispositivo auto-espandibile che è andato a tappare il dotto arterioso aperto.
Il dotto di Botallo, durante la vita fetale mette in comunicazione l’arteria polmonare con l’aorta ottimizzando la circolazione  evitando a gran parte del sangue, già ben ossigenato dalla placenta, di andare inutilmente ai polmoni.
In circa il 30% dei nati estremamente prematuri il dotto rimane aperto, con un passaggio di sangue dall’aorta all’arteria polmonare, che porta ad un sovraccarico di lavoro del muscolo cardiaco e- se le dimensioni del dotto sono importanti- anche ad un aumento della pressione nell’arteria polmonare con conseguenze anche gravi sui processi di maturazione del polmone stesso.
Il primo passo è tentare la chiusura farmacologica grazie alla somministrazione dei farmaci antinfiammatori; se non si ottiene l’effetto sperato,  l’unica chance di trattamento era l’intervento  attraverso l’apertura del torace.
Oggi grazie alla procedura con il catetere l’intervento può essere condotto per via mini-invasiva con un traumatismo chirurgico del tutto azzerato e questo è quanto accaduto nell’Ospedale Niguarda di Milano.

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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