Pacemaker senza chirurgia nel torace di un ragazzo

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com BERGAMO – La cultura sostiene la ricerca scientifica con la Milano Heart Week.
Un’intera settimana dedicata al nostro cuore, come conoscerlo sempre meglio.
E proprio in questi giorni, inoltre, c’è un’altra buona notizia che giunge da Bergamo dove, per la prima volta in Italia e la seconda al mondo, è stato installato nel torace di un ragazzino di 14 anni un pacemaker. Questa settimana dedicata alla cardiologia si apre, dunque, sotto i migliori auspici.
Promossa dal Centro Cardiologico Monzino, e in collaborazione con l’istituto Europeo Oncologico, la rassegna infatti si svolgerà dal 21 al 29 settembre: concerti, laboratori nelle scuole e appuntamenti sportivi, per raggiungere un pubblico il più vario possibile.
L’obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo di una nuova cultura della prevenzione cardiovascolare, che deve essere preparata ‘su misura’ per ogni persona.
Per gli eventi visitare il sito www.milanoheartweek.it
La ricerca medico-scientifica sulle patologie cardiovascolari continua a ottenere successi.
Nel caso del giovanissimo paziente con un disturbo cardiovascolare, l’
intervento ha avuto luogo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Begamo.
Il paziente era lì in cura dal 2013 seguito dall’Equipe di Elettrofisiologia ed  Elettrostimolazione cardiaca.
Il piccolo soffriva dall’età di 7 anni di episodi improvvisi di asistolia.
Con la crescita, il disturbo peggiorava, da qui la decisione di affrontare l’intervento.
L’equipe sanitaria ha optato per il pacemaker più piccolo al mondo, ‘invisibile’ e senza fili, e del peso di soli 2 grammi.
Il dispositivo è stato inserito senza aprire il torace, bensì con una sonda attraverso la vena femorale.
Si tratta di tecnologia all’avanguardia che ha purtroppo ancora dei limiti.
Nei pacemaker tradizionali, quando la pila si esaurisce si opera il paziente per sostituirla; in questo caso è invece necessario inserire un nuovo micro pacemaker lasciando anche il precedente… oppure optare per un dispositivo tradizionale.

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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