Protesi aortica su misura salva 83enne
Sanitadomani.com – BOLOGNA: Una protesi aortica su misura e un intervento mininvasivo hanno salvato la vita a una donna di 83 anni. L’ospedale Sant’Orsola ha così affrontato una situazione clinica complessa, complicata dall’età avanzata e da altre patologia.
L’équipe di Chirurgia Vascolare Metropolitana ha impiantato la protesi vascolare per risolvere un aneurisma dell’arco aortico di 9 centimetri. I medici hanno operato l’arco aortico per via endovascolare, con una tecnica mininvasiva che ha permesso alla paziente di sostenere l’intervento.
Questo tipo di intervento è possibile solo in due centri in Italia: oltre al Sant’Orsola, al San Raffaele di Milano. Inoltre, raramente è proposto a pazienti ultraottantenni, per questo l’équipe, diretta dal professor Mauro Gargiulo, ha optato per una tecnologia mininvasiva. E per una protesi fatta su misura.
LA PROTESI AORTICA CON LA TECNOLOGIA 3D
La protesi aortica è nata grazie alla tecnologia 3D, che ha permesso di progettare è ‘stampare’ il congegno artificiale in base alle necessità personali del paziente. I chirurghi hanno praticato una piccola incisione cutanea inguinale per introdurre la protesi nel corpo; poi l’hanno ‘spinta’, sotto controllo radiologico, all’interno dell’aorta addominale e toracica sino in prossimità del cuore.
In questo modo hanno evitato l’intervento chirurgico convenzionale che la paziente non avrebbe sostenuto. Indispensabile la collaborazione con il cardiologo interventista, la dottoressa Cinzia Marrozzini, responsabile del Servizio di Cardiologia Interventistica. Il cardiologo ha provveduto all’impianto temporaneo nelle cavità cardiache di un defibrillatore per arrestare per pochi secondi l’attività del cuore; così ha permesso al chirurgo vascolare di rilasciare in maniera precisa la protesi.
L’intervento, perfettamente riuscito, ha ripristinato il flusso sanguineo verso il cervello e le braccia. La paziente, dopo 20 giorni di degenza, è tornata a casa
La Chirurgia Vascolare Metropolitana di Bologna, diretta dal Prof Mauro Gargiulo, si è distinta nel 2020 per aver garantito, senza alcuna sospensione delle attività, il trattamento di pazienti affetti da malattie arteriose a rischio di invalidità e di vita.