Rene espiantabile da pazienti deceduti

A cura di Elisa Bortolini

Sanitadomani.com Padova Un’innovazione a livello mondiale partita da Padova per dare speranza ai pazienti in attesa di un rene.
Da questa settimana è attivo in tutta Italia il programma di trapianto crossover da donatore deceduto.
Il cross-over, ovvero il trapianto incrociato di rene da donatore vivente, viene utilizzato quando il donatore e il ricevente non sono compatibili fra loro e viene coinvolta un’altra coppia donatore/ricevente compatibili con i pazienti: i donatori così si “incrociano”, dando il rene al paziente sconosciuto con cui è però compatibile.
TRAPIANTO
DA CADAVERE

La novità riguarda la modalità DECK (Deceased Kidney), in cui la catena di scambio è innescata da un donatore deceduto.
Questo aumenta le possibilità di incrocio tra i candidati al trapianto – ad oggi oltre 6.700 in attesa –  riduce i tempi della lista d’attesa e permette di curare un numero maggiore di pazienti.
Il programma DECK è una novità di livello mondiale: la fase sperimentale è partita nel marzo 2018 grazie al lavoro del Centro trapianti di rene e pancreas dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, diretto dal professor Paolo Rigotti, del Centro regionale trapianti della Regione Veneto e del Nord Italia Transplant.
Sono già state realizzate 5 catene di questo tipo: complessivamente le coppie coinvolte sono state 9 mentre i trapianti sono stati 14, realizzati, oltre che a Padova, nei centri di Bari, Parma e Bologna.
Nel 2018 in Italia sono stati effettuati 2.117 trapianti di rene: in 287 casi l’intervento è stato possibile grazie a un donatore vivente.

 

 

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a cura della redazione
sanitadomani.com

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