Riconoscimento e indipendenza: luglio mese del Disability Pride

Riconoscimento e indipendenza: luglio mese del Disability Pride

Sanitadomani.com – ROMA: Autonomia, autostima e indipendenza.  Tre elementi fondamentali di riconoscimento che chiedono le persone che vivono la disabilità. Troppo spesso lo sguardo rivolto alle  persone con disabilità si limita a inquadrarle come soggetti fragili, trascurandone la potenzialità di apportare un reale contributo alla collettività. Una battaglia quotidiana, che si concentra in modo diverso in luglio, mese dedicato al Disability Pride.

Una  manifestazione giunta al suo quinto anno di vita, che ha mosso i primi passi a Vittoria, in Provincia di Ragusa, grazie all’intuizione di Carmelo Comisi. Tetraplegico dai 14 anni per un incidente in motorino, ha cominciato a chiedere spazio di autonomia e rispetto per se stesso, divenendo attivista nella sua città. Nel 2015, a 33 anni, comincia a costruzire quello che chiama Handypride. Scopre intanto l’esistenza di una medesima inizia a New York, organizzata dal padre di una ragazza disabile e chiamata, appunto, Disability Pride. Le due manifestazioni vanno in scena nello stesso giorno, e dal 2016 nasce in Italia l’omonima onlus. Da Ragusa il pride si sposta a Palermo, poi a Napoli per approdare infine, nel 2018, a Roma.

“L’importante novità di quest’anno – racconta Carmelo Comisi – è la trasformazione della onlus in un Network. Al momento raggruppiamo circa 50 realtà, che vanno dal campo costituzionale al collettivo di ragazzi in sedia a rotelle. E’ questa la vera ricchezza di un percorso che ha l’obiettivo di creare un unico fronte”.

Un momento del corteo 2019: in primo piano tre uomini in sedia a rotelle, dietro loro lo striscione del Disabilioty Pride. Sullo sfondo la folla del corteo.

Un momento del corteo 2019: a sinistra Vito D’Aloisio (Habilia Onlus), al centro Carmelo Comisi (Disability Pride Onlus). Foto di Simone Piccirilli.

Nella foto in copertina: da sinistra Enrico Ricci (Osservatorio sull’accessibilità dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia) – Carmelo Comisi (Disability Pride Onlus) – Dario Dongo (Egalité Onlus) – Bruno Galvani (Fondazione ANMIL “Sosteniamoli subito”)

GLI EVENTI

In questo 2020 così particolare, i progetti in cantiere sono ovviamente stati modificati. “Avevamo ipotizzato una formula diversa quest’anno – dice Riccardo Rozzera, dallo scorso anno nell’organizzazione – In progetto c’era la realizzazione di un “villaggio” nella cittadella dello Sport paralimpico all’EUR, impianto sportivo gestito dal CIP a Roma; qui avremmo ospitato eventi e convegni. Il tradizionale corteo avrebbe comunque concluso l’iniziativa”. Ora gli eventuali incontri pubblici sono rinviati dopo l’estate, qualora ci siano le condizioni per essere attuati.

Nel frattempo, il comitato tiene viva l’attenzione su quella che è la Carta del Disability Pride Network: dieci principi per un rinnovamento culturale. I 10 punti sono diventati altrettante vignette, create da Gioma, ideatore della striscia satirica Ulisse; vengono pubblicate ogni lunedì sulle pagine Facebook e Instagram del network. Per ogni informazioni è possibile visitare la pagina disabilityprideitalia.org

I PUNTI DELLA CARTA DEL DISABILITY PRIDE

1.- Sostenere e promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, rispettandone dignità, autonomia e indipendenza.

2.- Rispettare e promuovere il valore delle differenze tra gli individui.

3.- Sostenere e incentivare ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

4.- Educare ad una cultura che non contempli la discriminazione.

5.- Sostenere e promuovere le pari opportunità, in particolare nei settori formativo e lavorativo, tra persone con e senza disabilità.

6.- Affermare il valore del contributo attivo delle persone con disabilità, valorizzandone attitudini e competenze.

7.- Incoraggiare il percorso evolutivo e le capacità dei bambini con disabilità, preservandone identità e potenziale evolutivo.

8.- Promuovere linguaggi e comportamenti in grado di superare stereotipi e pregiudizi riferiti alle persone con disabilità.

9.- Rivendicare, sostenere e promuovere l’accessibilità universale, in ogni sua declinazione, con particolare riguardo a oggetti, luoghi, linguaggi, saperi. Promuovere un turismo sostenibile per le persone con disabilità, con un’attenzione particolare al superamento delle barriere architettoniche, alla reale accessibilità ai mezzi pubblici, alle strutture alberghiere, ai luoghi di svago.

10.- Rendere realmente fruibile il patrimonio materiale e immateriale dell’umanità. Senza discriminazione alcuna nei confronti delle diverse forme di disabilità.

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