Sanità, SOS naufragio…

Sanità, SOS naufragio…

Sanitadomani.com – Noto, la capitale mondiale del Barocco e patrimonio dell’Umanità, ha dovuto chiudere il pronto soccorso.
La causa ufficiale?
Non ci sono medici in numero sufficiente per farlo funzionare.
L’allarme sulla carenza di medici necessari per rendere sicura la macchina sanitaria italiana è stato lanciato chiaro e forte oramai da tanto, tanto tempo.
Tra le cause non c’è solo la cattiva programmazione della formazione universitaria degli scorsi decenni, ma anche un aspetto che viene poco valutato: la solidarietà degli italiani verso gli italiani.
Siamo di fronte ad un problema oggettivo che, causato dai malgoverno, al momento presenta solo soluzioni a lungo termine.
Perché non confidare nella provvidenza, allora?
Una provvidenza che in questi casi si chiama solidarietà e volontariato di cui gli italiani (in primis proprio i nostri bravi medici e i sanitari ecclesiastici) vantano spesso anche nei propri curricula, quali testimonianze della propria sensibilità con ‘specializzazione internazionale’ in “aiuto al prossimo”.
Peccato, però, che l’attività di solidarietà umana si esplichi sempre e solo nei Paesi molto, molto lontani dall’Italia e spesso sotto i riflettori delle telecamere e dei flash della stampa.
“Atti di bontà e umanità sanitaria” solitamente pubblicizzati da Fondazioni in cerca di fondi.
E dietro ci sono proprio quei medici che dedicano il loro tempo libero, le loro ferie, la loro pensione per curare le persone ammalate.

Sono ampiamente condivise e universalmente apprezzate, in cielo e in terra, le azioni di concreta solidarietà verso bambini e adulti privi di sistemi di tutela sanitaria.
Popolazioni senza alcuna assistenza e  proprio per la incapacità dei loro Governi.
Purtroppo, anche i  Governi che si succedono in Italia sembra corrano in questa direzione.
Allora c’è da chiedersi: ma perché ci sono medici dediti al volontariato e all’amore per il prossimo, ma solo se il prossimo non è Italiano?
Come mai il territorio italiano è assolutamente carente di volontariato proprio da parte di medici italiani e stranieri?
Eppure l’Italia nel mondo non ha pari per organizzazioni di solidarietà umana di natura parasanitaria, di assistenza domiciliare e ospedaliera, pubblica con barellieri e autisti di ambulanze, con servizi di vigilanza, eccetera, eccetera…
Segnaliamo, quindi, a Medici senza frontiere, alle ONG, alle organizzazioni sanitarie della Chiesa Cattolica e alle mille grandi e piccole associazioni internazionali che anche l’Italia è interessata e necessita di usufruire del loro grande aiuto benefico.
Lanciamo questo ‘SOS naufragio’ della nostra sanità, augurandoci che il messaggio arrivi a destinazione navigando sulla rete internet: inserire l’Italia all’ultimo posto dell’elenco dei Paesi che necessitano di volontariato sanitario professionale.
Adesso il caso vuole che si parli del Comune di Noto.
Non dimentichiamo, però, che da sempre, dalla Sicilia arrivano i primi segnali di allarme sui gravi malesseri sociali che poi dilagano anche in altre Regioni del Sud Italia. 

La prima foto a sinistra si riferisce al pronto soccorso chiuso in Sicilia, l’altra a quella di un ospedale del Congo, attivo e funzionante, costruito grazie alla solidarietà degli italiani. 

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