Trapianto osseo prelevato da cadavere

Trapianto osseo prelevato da cadavere

SANITADOMANI.COM – Può davvero impressionare e paradossalmente condurci con la mente a Shelley che scrisse il Mostro del dottor Frankenstein.
Ma dal racconto che si denunciava, in versione horror, il ‘pericolo’ del progresso scientifico sono trascorsi oltre due secoli e la realtà ha superato la fantasia.
Nell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, recentemente, è stato praticato un innesto osseo da donatore cadavere ad un paziente che aveva subito un trauma da schiacciamento alla mano.

Nella SC di chirurgia della mano dell’Ospedale di Pordenone, diretta dal dottor Alberto De Mas, è stato infatti eseguito per la prima volta un intervento con protesi da donatore cadavere.
La scelta è stata obbligata, dato che nessuna delle protesi attualmente in commercio era adatta a riparare la lesione.
Il paziente aveva subito un grave trauma da schiacciamento con amputazione traumatica non recuperabile del 5° dito, una decapitazione del 4° raggio a livello dell’articolazione metacarpo falangea (alla base del dito), un’estesa perdita di sostanza ossea non ricostruibile.
L’intervento è stato eseguito dal dottor Giorgio Udali, dell’équipe di Chirurgia della mano; si è trattato di un innesto osseo di un’articolazione completa di capsula e legamenti.
La banca dei tessuti ha procurato un’articolazione del piede, e modellando in modo adeguato le superfici ossee, è stato possibile fissare con viti l’innesto.
Dopo una consolidazione di circa 6 mesi, si vedranno i risultati chirurgici ottenuti.
Nel migliore dei casi, sarà possibile restituire un movimento valido quasi completo al 2° raggio della mano destra.

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