Tumore al polmone: 3.500 vite salvate se riparte screening

Tumore al polmone: 3.500 vite salvate se riparte screening

Sanitadomani.com – MILANO: Le stime sulla mortalità per tumore al polmone non sono rassicuranti. I dati della Fondazione AIOM (associazione italiana oncologia medica) presentano un aumento di oltre il 5% rispetto a 5 anni fa fra le donne.

La buona notizia è che 3.500 vite potrebbero essere salvate, a patto di riprendere il piano di screening.

IL TUMORE AL POMONE FRA LE DONNE

Le stime prevedono per l’anno in corso 10.600 vittime femminili per tumore al polmone, soprattutto fra le fumatrici. Per questo è assolutamente necessario non rimandare più gli esami di screening per colpa del Covid.

“Lo scenario del cancro in Italia nell’epoca Covid – spiega Lorenzo Spaggiari, Direttore del Programma Polmone dell’Istituto Europeo di Oncologia-  impone di riaccendere la luce sugli screening. E’ importante in particolare per le donne fumatrici: le stime dicono che nel 2020 moriranno per cancro al polmone 10.600 donne, ma non ci dicono che 3.500 di queste vite potrebbero essere salvate. E’ possibile grazie alla diagnosi precoce, che quindi non deve essere rimandata per la rinnovata paura del virus”.

I dati AIOM sul tumore del polmone nella popolazione femminile italiana stimano un aumento dell’incidenza del 3.4%, per un totale di 13.328 nuovi casi. Anche la mortalità è in aumento, di oltre il 5% rispetto al 2015.

L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE PER LE DONNE

“I dati confermano una tendenza che purtroppo noi osserviamo da tempo nei nostri ambulatori – continua Spaggiari –. Sappiamo tuttavia dagli studi internazionali che la diagnosi precoce può fermare questa tragica progressione. E’ dimostrato che lo screening polmonare con Tac low-dose è efficace specialmente nella donna, in cui riduce la mortalità del 33%, rispetto al 24% degli uomini”.

A causa dei condizionamenti del virus, le donne stanno lontane da ospedali e ambulatori. La paura dei medici è la perdita dei comportamenti preventivi acquisiti negli ultimi decenni. Negli anni ’70 la diagnosi di tumore al polmone lasciava poche speranza situazione cambiata grazie agli esami di screening.

“Se consideriamo che da allora il tasso di incidenza nelle donne è cresciuto in modo esponenziale – continua il professore – è facile capire che il tumore polmonare può diventare la prima causa di morte per tumore nella donna, superando il cancro del seno”.

RIPRENDERE SUBITO GLI SCREENING

“Se riprendiamo subito gli screening – conclude Spaggiari – possiamo ancora annullare gli effetti più gravi della pandemia sul tumore al polmone. Globalmente causa in Italia 34.000 vittime ogni anno, poco meno delle vittime Covid. Prima di tutto l’informazione deve essere chiara.  Durante la prima ondata del virus, sono stati rinviati gli interventi sui tumori iniziali, considerati procrastinabili, causando uno stop agli screening.  Nel frattempo abbiamo fatto ricerca e abbiamo imparato molto sul virus, per cui le indicazioni che valevano a marzo scorso oggi sono superate.  Ora sappiamo che il Covid può essere fermato con la mascherina e siamo sempre più convinti che il cancro polmonare può essere fermato con lo screening. Il nostro appello è dunque: fate lo screening , con la mascherina “. “

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