VITAMINA D CONTRO LE ALLERGIE
SANITADOMANI.COM – PEDIATRIA. Che la vitamina D fosse importante per lo sviluppo osseo e per prevenire malattie come il rachitismo o l’osteoporosi è cosa nota, ma che fosse utile anche nella prevenzione di malattie autoimmuni come diabete mellito 1 morbo di Chron, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla oltre alle patologie cardiovascolari è una novità di grande rilievo. Ma non basta.
Gli gli studi presentati al recente Congresso nazionale Siaip (società italiana di allergologia e immunologia pediatrica), che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano, hanno evidenziato che questa vitamina è molto importante già in gravidanza e poi nel neonato per la prevenzione delle malattie allergiche oltre che nella prevenzione e terapia dell’asma e delle infezioni respiratorie ricorrenti.
“Gli esseri umani acquisiscono solo il 10% della vitamina D con l’alimentazione (olio di pesce e olio di fegato di merluzzo) e il 90% per sintesi dopo l’esposizione alla luce solare – spiega Michele Miraglia del Giudice, vicepresidente Siaip e professore associato di Pediatria all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – In alcune latitudini, tranne che durante i mesi estivi, la pelle produce poca o nessuna vitamina D dal sole.
Alcune ricerche hanno documentato nel mondo una diffusa insufficienza di vitamina D in ampie fasce della popolazione pediatrica che dipende dalle latitudini in cui si vive, dal colore della pelle (le persone di pelle scura necessitano di una maggiore esposizione al sole), dalla presenza di condizioni patologiche come l’obesità, ma anche dagli stili di vita come ad esempio il troppo tempo passato in casa e l’assenza di gioco all’aperto.
In Italia alcuni studi condotti su neonati e bambini in varie città, come Novara, Verona, Nord-Est, Parma, Roma, hanno rilevato un ampio deficit di vitamina D, la cui entità varia a seconda della zona geografica in cui si vive, ma che possiamo mediamente stimare attorno al 50%.
La carenza di vitamina D è quindi una condizione che riguarda 1 bambino italiano su 2”.