Volontari e con tante emozioni…

Volontari e con tante emozioni…

Sanitadomani.com – MILANO. Volontari, i veri eroi hanno paura!
Questo è il titolo del servizio giornalistico pubblicato dal quotidiano on line di Milano Città Metropolitana Milanoeoltre.org che ha messo in luce le vere emozioni che si celano dietro le ‘corazze’ di tutela sanitaria indossate dai volontari.
Dietro quelle ‘maschere’ ci sono infatti delle persone vere con tante emozioni: uomini, donne, ragazzi che vivono con ansia e con grande cosciente paura il loro senso del dovere.
Non indietreggiano mai. Il singolare servizio giornalistico, che è la vera cronaca delle emozioni di un volontario del soccorso, è stato realizzato da un collaboratore-volontario del quotidiano on line Milanoeoltre.org diretto da Ettore Politi. il quale
 ci ha autorizzato a pubblicare il testo integrale dell’articolo che è dedicato a tutti i volontari italiani.
Sesto San Giovanni (Mi). “Questo maledetto Covid19 è piombato nella vita di tutti seminando timore e tensione tra i soccorritori.
Nella quotidianità associativa non ci siamo mai tirati indietro nel coprire i turni, compreso le notti massacranti del sabato o durante la settimana consapevoli del fatto che il giorno dopo i volontari sarebbero andati a lavorare, ma ora.. beh ora le cose sono diverse.
Non si tratta più di gestire i classici servizi con scenari a cui purtroppo siamo “abituati”, si tratta di rischiare in prima persona, ora più che mai.
Il rischio di contagio è molto diffuso e mai avremmo creduto di affrontare proprio in ambulanza un nemico così insidioso e perlopiù invisibile”.
Un nostro collaboratore è riuscito a cogliere e raccontare i pensieri veri, quelli più forti, le espressioni spontanee e le emozioni che ogni giorno vivono i nostri soccorritori.
Paura, ansia, coraggio, formazione e gioia di poter aiutare gli altri che si mescolano creando una magica energia senza ostacoli che si chiama volontariato.
Le testimonianze che vi raccontiamo, con il rispetto e l’onore dovuto a queste persone fantastiche, sono, in particolare, degli operatori dell’Associazione Volontari Pubblica Assistenza SOS di Sesto San Giovanni..
Sia chiaro che il nostro collaboratore è uno di loro: un valido volontario dell’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) che opera nel settore dell’emergenza-urgenza, garantendo questo servizio 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Ci ha aiutati a scrivere questo articolo per evitare che si facesse la solita retorica, priva di reale partecipazione, definendo eroi i volontari del soccorso, ma solo conoscendone le azioni e non le emozioni.
Le loro paure e loro debolezze interiori confermano quanto siano dei veri eroi.
Perché l’eroe non è mai l’incosciente, ma semmai è proprio colui che compie il proprio dovere senza mai arretrare pur conoscendo davvero a quali rischi personali sta andando incontro.
Una situazione di paura e di pericolo per tutti questi coraggiosi operatori resa possibile e un po’ meno rischiosa soprattutto grazie all’utilizzo di DPI (Dispositivi di protezione individuale) come mascherine, guanti, camice.
“Noi volontari e dipendenti soccorritori, siamo quotidianamente in quella che potremmo definire “una trincea”, cercando di combattere questa “guerra” con tutto quello che è necessario per prevenire il rischio:
i dispositivi di protezione individuale per i quali ringraziamo non solo tutti i cittadini, che ci supportano tramite le loro donazioni, ma anche l’efficiente lavoro della Sala Operativa Regionale ANPAS (SOR), che ci fornisce i suddetti materiali per svolgere il servizio 24 ore su 24.
Sono proprio questi i dispositivi che permettono di tutelarci, svolgendo in sicurezza il nostro compito e garantendo tranquillità alle nostre famiglie ogni qualvolta rientriamo a casa”.
Quando chiedo e mi chiedo se è cambiata la nostra vita – ci rivela il nostro collaboratore e volontario – rispondiamo che sì, è cambiata e non poco. Tutti abbiamo paura, ma stiamo cercando di farci forza a vicenda proprio perché la coesione e l’unione della squadra è ciò che ci permette di svolgere un servizio al massimo delle nostre potenzialità.
È la squadra che ti supporta e condivide con te tutto ciò che accade: è il tuo collega che ti aiuta a vestirti prima di salire in casa di un paziente sospetto covid19 ed è sempre il tuo collega che ti aspetta giù con il motore acceso per andare in ospedale.
Questo perché non possiamo salire tutti in casa del paziente; da direttive AREU i contatti vanno limitati solo ad una parte dell’equipaggio (o ad un soccorritore o a due), in base alle esigenze sanitarie del paziente stesso
”.

Una situazione di grande tensione dove l’umanità dei soccorritori è fondamentale per agire con tempestività, nella massima sicurezza, ma anche senza spaventare ulteriormente il paziente e la sua famiglia.
Emozioni forti che vengono condivise con la squadra, fondamentale in momenti come questo:
Quando si sale per raggiungere l’abitazione, tutti bardati, dove l’unica cosa che si scorge di te è qualche centimetro della faccia.
La paura e la tensione ti fanno tremare le mani, ma sai che devi stare attento perché in quel momento ci sei solo tu a portare i presidi e nessun altro.
Non puoi distrarti, non puoi farli cadere, perché ti servono per quel servizio e tanti altri ancora”.
Momenti di vere emozioni che sono tremendamente forti.
“Quando sali in ambulanza con il paziente, cerchi subito gli occhi del collega: con uno sguardo attraverso la porta che separa il vano guida da quello sanitario ci si capisce, basta solo un piccolo sguardo colmo di complicità perché in quel momento le parole non servono…
Dobbiamo correre in ospedale perché quella persona conta su di noi e le dobbiamo il massimo
”, ci confida il nostro amico volontario.
Tutte queste persone meravigliose esprimono un legittimo auspicio:
Se potessimo esprimere un desiderio quello che forse chiederemmo ai cittadini è banalmente di rispettare le regole, perché se ciò avvenisse il nostro intervento si ridurrebbe drasticamente;
chiederemmo alle Istituzioni che la nostra figura venisse riconosciuta, definita e tutelata per ciò che abbiamo sempre fatto, che continuiamo a fare tutti i giorni e che faremo anche dopo che questa emergenza cesserà
”.

E questo appello dei ragazzi deve essere recepito e rilanciato da tutti noi perché i volontari e i dipendenti delle Pubbliche Assistenze ci sono sempre!

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